Abbattimento delle barriere architettoniche nei negozi
Entrare in un negozio, un bar, una farmacia o un ufficio aperto al pubblico dovrebbe essere la normalità per chiunque. E invece basta un gradino, una soglia alta, un marciapiede “a scalino” per trasformare un acquisto semplice in un ostacolo. L’abbattimento delle barriere architettoniche nei negozi non è solo un tema di civiltà: è un obbligo normativo, è reputazione, è business, ed è un segnale concreto di inclusione.
Barriere architettoniche nei negozi: cosa sono
Quando parliamo di barriere architettoniche in un negozio, spesso parliamo di dettagli “banali” per alcuni, ma decisivi per altri:
- gradino all’ingresso (anche singolo);
- soglia rialzata;
- dislivello tra strada e marciapiede;
- porta stretta o apertura difficoltosa;
- spazi di manovra insufficienti;
- pavimentazioni sconnesse che rendono instabile il passaggio.
Cosa dice la legge sull’abbattimento delle barriere architettoniche negli esercizi aperti al pubblico
In Italia l’accessibilità negli edifici pubblici e privati aperti al pubblico è un punto normativo centrale. Un riferimento importante è il D.M. 236/1989 e il D.P.R. 380/2001 (Testo Unico dell’Edilizia), in particolare l’articolo dedicato all’eliminazione/superamento delle barriere architettoniche, che richiama la conseguenza più critica: l’inagibilità in caso di difformità che rendano impossibile l’utilizzo per le persone con disabilità.
Accanto a questo quadro:
Implicazione pratica per un commerciante: l’accessibilità non è un “optional”. È un requisito che, se ignorato, può diventare un problema di conformità (e in prospettiva anche di controlli più stringenti).
“Devo fare lavori? Devo chiedere permessi? Devo pagare la tassa di occupazione suolo pubblico?”
Questa è una delle obiezioni più frequenti. Ed è qui che molte attività si bloccano, rinviando all’infinito.
Quando si parla di soluzioni mobili (es. rampa mobile/portatile utilizzata “solo quando serve”), esistono principi operativi molto solidi:
- non è necessaria un’autorizzazione specifica né un progetto ad hoc per l’uso di una rampa mobile;
- l’eventuale occupazione di suolo pubblico è limitata a spazio e tempo del solo utilizzo;
- è generalmente illegittimo configurare un tributo “come se fosse occupazione permanente” per l’uso occasionale della rampa mobile. Testo progetto #IoRampo
Questo non sostituisce una verifica caso-per-caso (soprattutto se ci sono vincoli particolari), ma sposta il tema da “non si può fare” a: si può fare subito, bene, e senza cantieri.
Come funziona un percorso operativo per l’abbattimento barriere come #IoRampo
- Analisi del dislivello e del contesto di ingresso
Valutazione tecnica e scelta della soluzione più adatta. - Fornitura della rampa mobile omologata
Soluzione rapida, pronta all’uso, senza interventi strutturali permanenti. - Visibilità e comunicazione
Inserimento dell’attività nella rete dei luoghi accessibili, con contenuti foto/video, geolocalizzazione e diffusione.
l’accessibilità non è solo “fare la cosa giusta”, è anche farla sapere bene.
FAQ
Una rampa mobile rende un negozio a norma?
si: spesso una rampa mobile omologata e certificata - come il progetto #IoRampo - è un
accomodamento ragionevole che consente la fruizione e risponde al principio di accessibilità/visitabilità, soprattutto quando non sono possibili lavori immediati.
Serve un permesso per usare una rampa mobile all’ingresso?
per l’uso di una rampa mobile “al bisogno” non è richiesta un’autorizzazione specifica né una progettazione ad hoc; l’occupazione di suolo è solo temporanea e legata all’uso.
Se vuoi trasformare l’accessibilità del tuo negozio in un percorso rapido, pratico e comunicato bene, #IoRampo unisce:
soluzione tecnica - visibilità - rete.
Per contatti e info operative (email, telefono, WhatsApp e riferimenti), puoi usare i recapiti ufficiali del progetto:
#IoRampo – Contatti
Email: info@iorampo.com
Sito: www.iorampo.com
WhatsApp: 351 372 1657
Tel: 06 92915394









