Il Disability Manager nei Comuni: obblighi normativi, opportunità organizzative e buone pratiche
Il D.Lgs. 222/2023 rafforza le responsabilità delle pubbliche amministrazioni in materia di inclusione e accessibilità. La formazione permette di tradurle in scelte organizzative, servizi fruibili e risultati verificabili.


Immagine illustrativa generata con IA: una scena di lavoro immaginaria.
Un cittadino prenota un appuntamento sul sito del Comune, ma il modulo non funziona con il suo lettore di schermo. Una dipendente rientra al lavoro e trova strumenti che non riesce più a utilizzare. Una persona sorda partecipa a un incontro pubblico, ma non può seguire gli interventi.
Sono situazioni diverse, accomunate da una responsabilità organizzativa: rendere possibile la partecipazione. Per affrontarle servono persone preparate, uffici che collaborano e obiettivi riconoscibili.
Il D.Lgs. 13 dicembre 2023, n. 222, in vigore dal 13 gennaio 2024, interviene proprio sulla riqualificazione dei servizi pubblici per l’inclusione e l’accessibilità. Per i Comuni porta obblighi da conoscere e attuare, insieme all’opportunità di migliorare il proprio modo di lavorare. Testo del decreto in Gazzetta Ufficiale.
Quali obblighi introduce il D.Lgs. 222/2023 per i Comuni
Nel dibattito pubblico si parla spesso di “Disability Manager”. Per applicare correttamente il decreto occorre distinguere due funzioni, con destinatari e regole differenti.
1. L’inclusione delle persone con disabilità che lavorano nell’ente.
L’articolo 6 modifica l’art. 39-ter del D.Lgs. 165/2001 ed elimina la precedente soglia di oltre 200 dipendenti. Le pubbliche amministrazioni, quindi anche i Comuni, devono nominare un responsabile dei processi di inserimento lavorativo delle persone con disabilità, individuandolo tra il personale in servizio.
La scelta ricade su dirigenti o altri dipendenti, dando priorità all’esperienza in inclusione e accessibilità, anche comprovata da formazione specifica. Il responsabile segue l’inserimento, cura il raccordo con i servizi competenti e interviene sugli accorgimenti organizzativi e sulle soluzioni tecnologiche, anche per gli accomodamenti ragionevoli. D.Lgs. 222/2023, art. 6.
2. L’accessibilità dei servizi rivolti ai cittadini.
L’articolo 3 introduce nell’art. 6 del D.L. 80/2021 una figura interna che definisce le azioni per l’accessibilità fisica e digitale nel PIAO, il Piano integrato di attività e organizzazione, e propone i relativi obiettivi di performance, sviluppo organizzativo e formazione. La disposizione riguarda le amministrazioni richiamate dal comma 1, con più di 50 dipendenti. Per quelle con meno di 50 dipendenti il comma 2-ter prevede l’applicazione facoltativa di questo specifico assetto, anche in forma associata.
È richiesto un dirigente amministrativo o un dipendente equiparato con esperienza pertinente. Il responsabile dell’inserimento lavorativo può svolgere anche questa funzione se possiede la qualifica dirigenziale. La facoltà prevista per gli enti più piccoli non elimina l’obbligo dell’art. 39-ter. D.Lgs. 222/2023, art. 3.
Il quadro va letto anche con gli aggiornamenti successivi: l’art. 7, comma 5, del D.L. 19/2026, convertito dalla L. 50/2026, prevede che i nominativi individuati ai sensi del comma 2-bis siano comunicati, oltre che al Dipartimento della funzione pubblica, anche al Garante nazionale dei diritti delle persone con disabilità. Testo coordinato, art. 7.

La formazione dà contenuto alla responsabilità
La nomina è un passaggio necessario. La capacità di riconoscere una barriera, ascoltare chi la incontra e individuare una soluzione si costruisce con competenze e pratica.
Il collegamento con la formazione è presente nel decreto: conta nella preparazione delle figure individuate e nella programmazione degli interventi. Il portale istituzionale della riforma sottolinea il rapporto tra accessibilità, risorse e formazione dei dipendenti pubblici. Il D.Lgs. 222/2023 non prescrive un unico corso obbligatorio, un monte ore standard o una specifica certificazione professionale. Il percorso va progettato sulle responsabilità e sui bisogni dell’ente. Approfondimento del Ministro per le disabilità e Formez.
Per un Comune, proponiamo una formazione che coinvolga il responsabile individuato e gli uffici con cui dovrà lavorare: personale, servizi sociali, ufficio tecnico, URP, comunicazione e servizi digitali. Un linguaggio condiviso permette di affrontare le richieste senza continui rinvii da un settore all’altro.
Il programma può articolarsi in cinque aree operative:
- Norme e responsabilità: distinguere le funzioni, leggere gli obblighi e collegarli agli atti dell’ente.
- Accessibilità dei servizi: esaminare sportelli, percorsi, prenotazioni online, documenti e comunicazioni considerando barriere fisiche, sensoriali, cognitive e digitali.
- Inclusione lavorativa: affrontare casi di inserimento e permanenza al lavoro, organizzazione delle attività e accomodamenti ragionevoli.
- Ascolto e collaborazione: raccogliere le esigenze delle persone con disabilità e lavorare con le associazioni e gli uffici competenti.
- Programmazione e verifica: trasformare un problema in un intervento con un referente, una scadenza e un risultato misurabile.
Ogni modulo dovrebbe produrre qualcosa che il Comune possa utilizzare: una procedura rivista, una scheda per raccogliere le criticità, una proposta di obiettivo o una verifica su un servizio reale. Anche la formazione deve essere accessibile, nei materiali e nelle modalità di partecipazione.
Buone pratiche: dal corso al lavoro quotidiano
Immaginiamo un laboratorio sulla prenotazione degli appuntamenti comunali. Il gruppo segue l’intero percorso: trovare le informazioni, compilare il modulo, ricevere la conferma, raggiungere l’ufficio e ottenere il servizio. Le difficoltà emerse vengono assegnate agli uffici competenti e verificate dopo l’intervento. È un esempio di esercitazione, da adattare alle caratteristiche del Comune.
Per rendere continuativo questo metodo, proponiamo cinque passi:
- Dare un mandato chiaro. Precisare compiti, relazioni tra uffici e modalità con cui il responsabile può portare le criticità all’attenzione di chi decide.
- Scegliere poche priorità concrete. Partire dai servizi più utilizzati o dalle difficoltà segnalate, indicando per ogni intervento risorse, tempi e responsabilità.
- Coinvolgere le persone interessate. Raccogliere contributi prima di scegliere le soluzioni e verificare la fruibilità con chi utilizza il servizio.
- Integrare gli strumenti dell’ente. Mettere in relazione, secondo le rispettive competenze, PIAO, organizzazione del personale, accessibilità digitale e pianificazione degli interventi sugli spazi.
- Verificare cosa cambia. Misurare, per esempio, quante procedure sono state rese accessibili, quali ostacoli persistono e se una richiesta riesce a concludersi senza assistenza aggiuntiva.
Il coinvolgimento delle associazioni rappresentative delle persone con disabilità nella programmazione è previsto dall’articolo 5. L’articolo 4 collega inoltre inclusione e accessibilità alla valutazione della performance: gli obiettivi devono trovare riscontro nei risultati. Art. 5, partecipazione, art. 4, performance.
Un’opportunità organizzativa per ogni Comune
Un’amministrazione che conosce le proprie barriere può programmare meglio gli interventi. Una modulistica comprensibile, una procedura chiara e un canale di contatto accessibile aiutano il cittadino e facilitano il lavoro degli uffici. Sono benefici da verificare nella pratica, attraverso ascolto e monitoraggio.
La formazione può diventare il luogo in cui competenze diverse si incontrano: chi gestisce il personale comprende gli strumenti digitali, chi progetta gli spazi ascolta le esigenze degli sportelli, chi comunica impara a rendere le informazioni utilizzabili.
Per Connessioni Sociali, pensare Differente significa partire dalle persone e costruire queste connessioni. Il D.Lgs. 222/2023 offre un riferimento concreto per far entrare l’accessibilità nelle decisioni quotidiane delle pubbliche amministrazioni.
Il tuo Comune sta individuando il responsabile o deve rafforzarne le competenze? Confrontiamoci su un percorso formativo dedicato al Disability Manager e agli uffici coinvolti, costruito sulle esigenze dell’ente e orientato a risultati applicabili ai servizi. Contatta Connessioni Sociali.
Riferimenti verificati sulle fonti indicate l’8 settembre 2026. Le esercitazioni e i cinque passi operativi sono proposte formative ed organizzative, non casi di enti citati come già realizzati.










